Forse il progetto ha qualcosa di irriverente in se, o forse sono solo le nostra paure a farcelo pensare, ma una cosa è certa il progetto Kitextra ha un forte impatto emotivo.

Dario Miale e Giorgio Di Palma, rispettivamente fotografo e ceramista, sono due ragazzi pugliesi che hanno che vivendo a pochi chilometri dall’Ilva – Grottaglie (TA) città delle Ceramiche – hanno voluto dare un segnale forte e satirico proprio mentre dall’alto si sta decidendo sul lavoro e sulla salute di migliaia di famiglie.

Kitextra è l’Ilva in vendita: tre scatole di acciaio, di diverse misure, contenenti foto che ritraggono le parti esterne dello stabilimento e una palla di vetro al cui interno è miniaturizzata una ciminiera che, capovolgendola lascia cadere polveri sottili al posto della neve.

Una scatola oggettivamente brutta ma che in realtà racchiude molto: ceramica e fotografia, le passioni che Giorgio e Dario utilizzano come strumento verso il cambiamento sociale. E poi c’è molta ironia nell’intento dei creatori, tanto da ideare una vendita televisiva. Una sorta di provocazione per un caso che sta diventando sempre più mediatico, uno schiaffo al politically correct che non riesce a trovare una soluzione.

“Trattando il tema dell’Ilva con ironia rischiamo di urtare la sensibilità di chi, vivendo nella zona di Taranto, affronta tragedie divenute consuetudini. – affermano Dario e Giorgio – Rischiamo di offendere un’intera popolazione che fa da comparsa in una commedia diretta altrove e di puntare i riflettori su una città diventata set cinematografico per paradossi incredibili, dove si lasciano i bambini a casa piuttosto che i colpevoli in galera.

Vivendo in questa provincia sentiamo il dovere di intervenire ma anche il diritto di decidere come farlo. Ironicamente vi tele(s)vendiamo quello che è già stato svenduto (il territorio) impacchettandolo con qualcosa che non può essere comprato (la speranza). Kitextra è ceramica, fotografia, video ma soprattutto ironia.

Perché Kitextra letto tutto d’un fiato ricorda ‘chitestra’ una delle imprecazioni più forti che abbiamo nel nostro dialetto. Un’imprecazione contro i vivi per i morti, perché qui chi si è giocato fin troppo sulla vita e sulla morte. Gran parte del ricavato di questa combo sarà donato in beneficenza. – concludono Dario e Giorgio – Sogniamo che un giorno la scatola arrugginisca, che le foto si stacchino e che la ciminiera anneghi nella palla di neve. Sogniamo che tutto questo finisca, che non ci sia bisogno dell’ironia, della ceramica, di foto e di televendite”.

Kitextra è il risultato della loro quarta collaborazione e rientra nel progetto Sano/sano ovvero il contenitore delle loro idee. Mentre nella lingua italiana l’aggettivo sano sta anche per integro, intatto e genuino, nel dialetto grottagliese raddoppiato diventa sinonimo di persona poco furba, quasi ingenua. La volontà di trattare temi diversi con leggerezza ha spinto Giorgio e Dario ad utilizzare questa espressione come marchio di fabbrica. Con Sano/sano i due artisti realizzano esposizioni itineranti che uniscono fotografia e ceramica, video e installazioni temporanee.

Comprate KITEXTRA la combo di ceramica e fotografia che rivoluzionerà la vostra vita! Questo il messaggio sarcastico ma nello stesso tempo divertente che si evince nella loro televendita: www.youtube.com/watch?v=q3_fNiGUv80&feature=youtu.be