Questa Milano Fashion Week in corso sarà ricordata come quella “del coronavirus”, ovvero con l’assenza – molto, ma molto pesante – di tutto il mondo cinese, che purtroppo peserà nel corso della settimana in termini di calo in tutti i settori.

Tenere alto il Made in Italy è la mission di tutti gli stilisti. E lo è in primis per chi della sartorialità meticolosa ha fatto la sua storia.

Siamo stati a Milano nella sartoria di Fiorella Ciaboco nella centralissima corso Como (in via De Cristoforis) – artigiana delle Marche (di Iesi) che da anni porta l’eccellenza del Made in Italy in giro in tutto il mondo con collezioni che sono amate e ricercate per l’unicità e la qualità della manodopera dei tagli, delle forme, dei volumi e dei modelli – impegnata anche in questa settimana, insieme alla presentazione delle prossime stagioni, nella realizzazione di corsi e workshop sul Made in Italy sartoriale.

<<Il mestiere della sarta è in estinzione. Fra pochi anni non avremo più sarti … ed è un dramma per la tutela e la conservazione del Made in Italy. Nessun giovane vuole affrontare questa tipologia di lavoro, molto duro, ma anche molto creativo e pieno di soddisfazioni>>. La maestria della mani non ha appeal … tutti sognano di fare gli influencer … mentre mettersi con ago e filo in mano è troppo impegnativo. E’ questa la vera emergenza del momento … “l’estinzione della manodopera altamente specializzata … indispensabile per la conservazione del Made in Italy!” … altro che “virus!”. Il rischio qui è serio, anche perché non pare ci siano riscontri positivi nell’immediato. I sarti e le sarte sono tutte persone di una certa età … e non ci sono nuove leve in arrivo.

Essere sarti significa manualità, ma anche creatività, capacità di relazioni, comprendere i gusti di un cliente, in modo da poterlo aiutare nella scelta dell’abito adatto all’occasione, alla figura ma soprattutto capace di esaltare la loro personalità. Il modello, il taglio, il cucito sono fasi delicate all’esclusiva competenza di mani esperte e capaci.

La realizzazione di un capo su misura, richiede che il sarto lavori molte ore. Di conseguenza il costo non è alla portata del vasto pubblico ed i prodotti sartoriali vengono qualificati esclusivi e di “nicchia”.

Tutto questo è destinato a scomparire? Noi speriamo di no….intanto vi consigliamo di andare a trovare Fiorella Ciaboco.