“Niente è impossibile, se puoi sognarlo!”

Nel 1969 Nik Spatari chiude la sua Galleria a Milano in Brera e rientra in Calabria con la sua compagna Hiske Maas e insieme danno vita ad uno dei pochissimi musei a cielo aperto di tutta Europa, unico nel suo genere (arte contemporanea che dà nuova luce a reperti archeologici di varie epoche), in un luogo di abbandono e dimenticanza nel cuore impervio dell’entroterra calabro, in Aspromonte. Ci sono solo dei ruderi avvolti da rovi, sterpaglie, immondizia e non curanza ma loro sul colle di Santa Barbara, riescono a vedere il loro sogno: recuperano la vecchia abbazia e con fatiche immani tra diffidenza, burocrazia, ostacoli insormontabili di ogni genere creano un miracoloso progetto. Un sogno in progress che in poco più di 40 anni ha portato questo posto sperduto della Calabria più aspra, ad essere meta e residenza di artisti contemporanei internazionali. Luogo di utopie meravigliose.

Nik Spatari, nato in Calabria 91 anni fa, da subito rivela le sue doti innate per l’arte. Giovanissimo avrà i primi riconoscimenti internazionali e intratterrà amicizie con Picasso, Jean Cocteau, Le Corbusier, Sartre, Max Ernst. In un viaggio a Parigi conoscerà Hiske Maas, che diventerà la sua compagna di vita in tutto e per tutto. Insieme nel 1969 sceglieranno la Calabria, per lui un ritorno amatissimo, per lei un innamoramento folle. E insieme entreranno nella Storia della Calabria regalando alla regione un tesoro inestimabile: il Musaba, un parco di sette ettari con opere monumentali site specific, il recupero architettonico dell’abbazia di Santa Barbara, preservato con cura rigorosissima. E poi l’ampliamento con il recupero di una vecchia stazione ferroviaria Calabro-Lucana, la Foresteria, la Rosa dei Venti  … Un progetto poderoso di fatica e dedizione, sempre in progress dove regna un equilibrio perfetto tra arte, architettura e paesaggio, purtroppo spesso ostacolato da ignoranza, burocrazia logora e avvilente, politica impreparata e cieca, e istituzioni sorde e marce. <<L’Italia – dicono Nik e Hiske – è uno straordinario giacimento di cultura, di capacità, di conoscenze. Nessun altro paese al mondo può vantare tanto. E la Calabria non si discosta dal resto d’Italia. Anche nel paese più piccolo si nasconde un grande patrimonio artistico. Non sono il mare e il sole la più grande ricchezza della Calabria. Esiste un entroterra, geografico e culturale, che è pieno di sorprese, che unisce il locale a globale, il contemporaneo e l’arcaico, il passato e il futuro>>.

Uomo del Mediterraneo, artista poliedrico difficilmente inquadrabile, pittore, scultore, architetto, Spatari progetta e crea reinterpretando archetipi partendo da forme semplici ancestrali: <<Ho viaggiato in tutti i Continenti ma ho un solo legame profondo, con il Mediterraneo. Appartengo al Mediterraneo, fortemente. Il Mediterraneo, re delle forme e della luce. E nel Mediterraneo, la Calabria, luce decisiva e paesaggio imperativo>>.

Tra le varie opere pindariche del Musaba, menzioniamo quella che viene definita la Cappella Sistina Calabrese, ovvero 240 metri quadrati di affreschi in bidimensione sul soffitto dell’abbazia: Il sogno di Giacobbe … <<dedicato a Campanella, utopista della Città del Sole e a Michelangelo, Astronauta della Sistina>>.

 

Nik Spatari – che dell’uso strepitoso e dirompente del colore, del mosaico, dell’interpretazione della storia, dei miti greci e dei racconti biblici cristiani ha fatto la sua arte unica e travolgente – all’età di 91 anni accoglie ancora oggi felicemente insieme alla moglie Hiske, i visitatori nel suo paradiso incastonato su un colle ai piedi di una sopraelevata che taglia l’Aspromonte congiungendo lo Jonio al Tirreno calabro. In un paesaggio fuori dal tempo e dallo spazio dove tutto è perfettamente in simbiosi. Dove la bellezza regna sovrana. Li dove, da sognatore e visionario stratosferico, riuscì a vedere cose che mai nessuno avrebbe visto… e che oggi tutti possono vedere!

 

Caterina Misuraca