Dall’8 al 28 settembre 2022, il Bunker di Caldogno (VI), struttura militare tedesca costruita nel 1943 poi convertita in spazio espositivo, ospita il nuovo appuntamento di #LASCIAMIANDARE, il progetto/contenitore di Monica Marioni, a cura di Maria Savarese, in collaborazione con Maria Rosa Sossai, e Igor Zanti, ed il contributo dello psicologo Stefano Di Carlo.

Dopo il primo momento espositivo a Capri, #LASCIAMIANDARE racconta della progressiva riconquista del proprio giudizio, della corretta prospettiva di sé e del mondo, alla fine di una relazione tossica. Partendo da un’esperienza personale, il progetto si articola in un corpus di opere che hanno come tema le dinamiche psicologiche emblematiche della dipendenza affettiva.

La tappa vicentina di #LASCIAMIANDARE, curata da Maria Rosa Sossai, trasforma il bunker in una casa-prigione nella quale la violenza fisica e psicologica esercitata dall’uomo nei confronti della donna durante la pandemia, viene ritratta in un’articolazione di opere quali video, installazioni, fotografie e disegni.
Il percorso si apre nel primo spazio, all’ingresso del bunker, dove è allestita una sorta di wunderkammer composta da disegni, foto di piccolo formato, oggetti e brevi video realizzati durante il periodo della segregazione.
L’architettura dello spazio riproduce in modo allegorico la realtà quotidiana così come è stata vissuta e percepita dalla preda. Ogni ambiente diventa il simbolo di una diversa forma di prevaricazione: un telefono che squilla ininterrottamente, un metronomo che scandisce il tempo, un banco di scuola, una brandina, un frigorifero vuoto, una colonna doccia da cui scende di continuo l’acqua. Completa l’esposizione l’opera video Olia che è la rappresentazione in chiave universale di ogni tipo di conflitto tra predatore e preda.

“Riconoscere l’altro per quel che è e fa realmente, nei confronti propri e degli altri – precisa Monica Marioni – è il livello di consapevolezza che rende possibile analizzare il ‘mostro’, guardandolo dritto in faccia con l’obiettività di chi conosce nel dettaglio le sue responsabilità. È un punto di arrivo altissimo a cui esortare ogni vittima, è il vero e proprio appello che questo progetto vuole lanciare a chiunque, uomo o donna, abbia vissuto personalmente esperienze di questa natura.
Rendere visibile, o meglio ‘sensibile’ ciò che un individuo prostrato dalla strategica violenza interpersonale attraversa – prosegue l’artista – è lo slancio ulteriore, il passo in più che l’arte vuole compiere per amplificare e diffondere questa profonda e dolorosa consapevolezza raggiunta”.

Il catalogo in cui confluirà l’intero racconto artistico ed espositivo, è dedicato a Vittorio Carità.

Il prossimo appuntamento in programma nel mese di novembre 2022 si terrà al Complesso Conventuale di San Domenico Maggiore, a Napoli (ora museo DOMA).