Un Lago da indossare a quattro stelle e a piedi nudi sul prato: il glamping come confortevole partenza alla scoperta del Garda

Il camping cambia volto. La vacanza open air, per anni legata soprattutto all’immaginario dei grandi viaggiatori stranieri, entra in una dimensione nuova e contemporanea: glamping, eco design, architettura sostenibile, wellness, sport, eccellenze gastronomiche, attenzione al territorio.

Dal viaggio stampa alla scoperta del mondo dei camping 4 stelle del Lago di Garda abbiamo portato a casa un bagaglio pieno di storie per una nuova lettura del Lago.

Ad accompagnarci Lago di Garda Camping.com, progetto turistico territoriale che riunisce circa venti strutture tra la sponda veneta e quella lombarda.

Una rete che crea connessioni, valorizza le identità dei singoli luoghi e restituisce al territorio una proposta capace di raccontare un Garda tailor made, da abitare secondo i propri desideri. Un Lago da indossare a quattro stelle con il glamping e non solo, con piacevoli momenti a piedi nudi sul prato.

glamping

Le eccellenze del Lago

Il viaggio comincia alla Cantina Roccolo del Lago. E il racconto parte da una rosa. Un roseto custodito come memoria di un passato contadino che parla di cura e dedizione.

Secondo un’antica tradizione, accanto ai vigneti non mancavano mai le rose: erano vere e proprie sentinelle naturali, capaci di segnalare per prime l’arrivo degli insetti dannosi per la vite.

Nella cantina Il Roccolo del Lago si producono centinaia di migliaia di bottiglie ogni anno, ed ogni bottiglia è frutto di una cura estrema, dove innovazione, ricerca e sperimentazione non dimenticano mai il passato.

Tra vino, olio, assaggi e racconti, Roccolo del Lago diventa il primo incontro con un territorio generoso, favorito da un clima particolarmente felice.

vigneto Lago di Garda  glamping e cantina vinicola

Glamping City

Al Lido Camping Lazise la dimensione della vacanza cambia ancora. Un vero mondo affacciato sul Garda, con differenti soluzioni di soggiorno e una quantità di esperienze capaci di coinvolgere tutta la famiglia.

Per i bambini, un grande parco acquatico, un autentico paradiso del divertimento. Per gli sportivi, un centro dedicato a calcio, tennis, basket e altre attività.

E poi un ristorante e una magnifica terrazza affacciata sul lago, con una vista mozzafiato che diventa parte stessa dell’esperienza.

Qui l’area glamping è davvero suggestiva, una porta aperta sul territorio, immersa nella natura ma non distante da Lazise, borgo magico affacciato sull’acqua.

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Il Nodo d’Amore

Poi arriva uno dei momenti più iconici del viaggio. La cooking class del Tortellino di Valeggio, il celebre Nodo d’Amore. Qui non si tratta semplicemente di imparare a preparare una pasta ripiena. Si entra dentro ad una storia.

La leggenda racconta l’amore impossibile tra il capitano Malco e la ninfa Silvia, sulle rive del Mincio. Prima di separarsi, lasciarono un fazzoletto di seta annodato, simbolo del loro amore eterno. Da quel nodo nacque il Tortellino di Valeggio, il “Nodo d’Amore”.

Un piccolo nodo di pasta che diventa metafora di legami, memoria e appartenenza.

E noi ascoltiamo la storia da Nadia e Albina, madre e figlia, titolari del Ristorante Borsa di Valeggio sul Mincio, vere ambasciatrici di un’arte che non può essere soltanto conservata: deve essere tramandata.

ristorante tipico nel territorio del Lago di Garda

Le mani che tirano la sfoglia, il gesto preciso, la cura nel chiudere ogni piccolo tortellino. E intorno, il racconto di una tradizione che attraversa generazioni. Poi arriva l’assaggio… così il territorio entra nel piatto.

Sospesi tra cielo e terra

Qui ci allontaniamo da ogni algoritmo ed entriamo nel sublime. Camminiamo attraversando una Via Crucis di suggestive statue e arriviamo al Santuario della Madonna della Corona.

Sospesa tra cielo e terra, incastonata nella roccia, è un luogo nel quale il paesaggio sembra preparare naturalmente al silenzio.

Già intorno all’anno Mille, tra queste rocce impervie, vivevano eremiti in cerca di solitudine e preghiera. Alla fine del Duecento nacque la prima piccola chiesa, aggrappata alla roccia.

glamping e gite nel territorio del Lago di Garda

Nei secoli ne seguirono altre quattro, fino all’attuale Basilica, consacrata nel 1978. Cinque chiese, cinque epoche, un unico luogo sospeso tra cielo e terra. Come se la montagna, nei secoli, avesse continuato a custodire il suo piccolo miracolo.

Ma è l’incontro con Don Martino Signoretto a trasformare la visita in un’esperienza ancora più profonda.

Nel suo racconto, la storia della piccola statua della Madonna diventa una riflessione sulla forza, sul dolore e sulla speranza. Anche il nome Corona richiama quella corona di rocce che abbraccia il Santuario.

La Madonna della Corona diventa così anche Madonna della Roccia, simbolo di forza estrema nel dolore, di una madre dolorosa.

Poi una frase rimane sospesa nell’aria e nel silenzio: “Il senso della vita non è combattere contro le tenebre, ma accendere una luce”. E questo posto è pura luce.

Etica ed estetica

Bellissima è anche la luce dell’Eco Camping Bergamini di Peschiera del Garda, dove il concetto di sostenibilità diventa concreto. Qui etica ed estetica coincidono.

glamping al Lago di Garda  glamping

L’attenzione all’ambiente si intreccia con quella alle persone, in un progetto che ha fatto del rispetto sociale e ambientale uno dei tratti distintivi.

Persino gli alberi raccontano una storia: un vero catalogo vivente del territorio, nel quale la natura non è decorazione, ma parte integrante dell’esperienza.

Qui il camping è davvero per tutti: accessibile, senza barriere, dove il design diventa uno strumento per rendere gli spazi realmente “possibili”.

Non un dettaglio. Una scelta. Perché il ritorno alla natura ha senso soltanto se coincide con un ritorno ad una dimensione più umana, più inclusiva e più consapevole.

E forse il vero lusso contemporaneo non è avere sempre di più, ma è sentire di più.

Avere tempo per ascoltare una storia. Tempo per assaporare. Tempo per guardare un paesaggio. Tempo per incontrare qualcuno. Tornare, semplicemente, ad una dimensione più umana.

 

Caterina Misuraca