Una proposta completa per l’ambiente bagno: intervista a Lauretta Colamedici, Presidente Colavene
Dallo storico e rinomato distretto della ceramica di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, parte nel 1968 la bellissima evoluzione di Colavene. Oggi il gruppo comprende i brand Colavene, Colacril, Tamanaco, Axa e LaBlù, completando l’offerta di soluzioni per arredare e rinnovare l’ambiente bagno.
La Presidente di Colavene Lauretta Colamedici racconta la filosofia e la cultura progettuale che ha fatto nascere e continua a far crescere il gruppo.
Spazio Colavene integra cinque diversi stabilimenti e brand. Come funziona?
La crescente complessità del progetto bagno ci ha portati a condividere competenze e tecnologie. Chi ristruttura oggi non cerca prodotti singoli, ma una soluzione coerente in cui i componenti funzionino insieme.
Abbiamo strutturato un’offerta che copre l’intero perimetro — arredo bagno e lavanderia, ceramica, doccia e wellness, rubinetteria — sotto una regia unica che garantisce coerenza stilistica, tecnica e di servizio.

Per showroom e professionisti questo si traduce in un interlocutore unico, compatibilità certificata tra i componenti e responsabilità non frammentata tra fornitori diversi.
Per il cliente finale significa un percorso di progetto seguito dall’inizio alla fine, senza la necessità di ricucire autonomamente scelte provenienti da filiere separate.
Un bagno bello ma anche funzionale e capace di durare nel tempo: come si fa?
La domanda giusta da farsi prima di scegliere non è “quanto è bello?” ma “quanto durerà, e quanto sarà facile da mantenere?”
Colavene nasce come produttore di mobili per lavanderia e spazi funzionali — colonne lavapanni, stendini integrati, arredi tecnici — ambienti in cui l’estetica conta, ma dove la funzione non ammette compromessi.
Quella cultura progettuale è rimasta nel DNA dell’azienda ed è esattamente ciò che trasferisce oggi al bagno residenziale.

Un bagno che dura nel tempo si costruisce su tre livelli. Il primo è la qualità materica delle finiture: resistenza all’abrasione, agli agenti chimici dei detergenti comuni, all’umidità prolungata. Il secondo è la pulibilità reale delle superfici: profili ridotti, giunzioni minime, geometrie che non trattengono calcare e muffa.
Il terzo — spesso sottovalutato — è la reperibilità dei ricambi nel medio-lungo periodo: cartucce, sifoni, cerniere. Un prodotto che non si può riparare cessa di essere un investimento.
A questo si aggiunge la gestione dello spazio. Chi ha progettato lavanderie sa che ogni centimetro deve lavorare: la stessa logica applicata al bagno produce ambienti più ordinati, più vivibili, più resistenti all’usura quotidiana. Non è una questione di stile. È ingegneria degli spazi domestici.

Quali sono i bisogni che oggi guidano di più lo sviluppo?
Tre direttrici, in ordine di priorità:
- modularità, perché gli spazi domestici si sono ridotti e le esigenze cambiano nel tempo.
- facilità di installazione, che impatta direttamente sui costi e sui tempi del cantiere e quindi sulla soddisfazione finale del cliente.
- servizio post-vendita strutturato, che non significa solo rispondere ai problemi ma anticiparli, con documentazione tecnica chiara, ricambi disponibili e supporto alla rete di installatori.
La multifunzionalità è una conseguenza naturale di queste tre: un prodotto modulare, facile da installare e ben supportato è quasi sempre anche multifunzionale.

Nel vostro DNA c’è un forte legame con il territorio e i valori di un’impresa familiare che sta per compiere 60 anni. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?
Colavene si avvicina ai sessant’anni con la stessa impostazione con cui Giovanni Colamedici ha fondato l’azienda: manifattura di qualità, attenzione al territorio, visione di lungo periodo.
Quello che cambia, con la terza generazione, è la capacità di tenere insieme tradizione industriale e innovazione tecnologica senza che l’una sacrifichi l’altra.
Claudia, Valeria, Veronica Colamedici e Lorenzo Pantani portano avanti un modello in cui la manualità — ancora altissima in molte fasi della produzione — convive con le tecnologie più avanzate.
Non è una contraddizione: è esattamente il vantaggio competitivo di un’impresa familiare che ha saputo crescere senza perdere identità.
Quello che ci si può aspettare per il futuro è continuità nella dedizione e nel metodo, e al tempo stesso la disponibilità a evolvere l’offerta là dove il mercato e i clienti lo richiedono. Sessant’anni non sono un traguardo, sono una base!
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