Conosciamo in anteprima le Muse Ispiratrici di ARIA, l’evento ideato da Food Design Stories per il Fuorisalone 2026
E se vi dicessimo che al FUORISALONE potreste incontrare le MUSE ISPIRATRICI di un percorso poetico surrealistico? Sono le muse concepite da Sandra Faggiano Architetto, in scena dal 19 al 26 aprile nel nuovissimo SUPERSTUDIO VILLAGE in BOVISA con ARIA, la mostra POETICA sul DESIGN, a cura di FOOD DESIGN STORIES.
La mostra sarà estremamente suggestiva poiché la selezione dei progetti sarà accompagnata da vere e proprie MUSE ISPIRATRICI che condurranno il visitatore tra NUVOLE e MITO.
Conosciamo le prime due MUSE (Nuvola e Bianca) e vediamo quali designer proteggeranno sotto la propria aura di leggerezza.
Musa dell’immaginario e delle idee “NUVOLA”
Nuvola custodisce gli oggetti che nascono da un’idea leggera, quasi onirica. Sculture, forme sospese, progetti che evocano cieli, vapori e pensieri.
M’Atelier dell’architetto Mara D’Aurelio: Materia e funzione si fondono in AÈRAS, cabinet bar in acciaio e frassino e KAÍŌ, poltrona in legno scolpito a mano e segnato dal fuoco, con superfici che evocano nuvole e cielo. (foto sotto).

ANTO by Antonella Mellini: Scultura monumentale in materiale isolante e smalti puri, Menhir trasforma l’aria in emozione energetica. Sotto la superficie candida vibra un linguaggio positivo che unisce arte e design in un profondo benessere sottile. (foto sotto)

Fontana Sapienza: Fondato dal designer Yeongho Kim, lo studio affronta l’arredamento come una forma di microarchitettura. Piuttosto che creare oggetti come dichiarazioni visive, Fontana Sapienza studia il modo in cui le persone si siedono, si appoggiano, si fermano e spostano il peso. Queste osservazioni si traducono in sistemi strutturali che organizzano silenziosamente la vita quotidiana (foto sopra).
Studio 11.6 con “Emancipazione”, un vaso scultoreo che esplora la tensione e il rilascio, dove ombra e luce convergono mentre la forma si apre e mantiene il suo equilibrio, tra controllo e abbandono. (foto sotto)

Amalita Locicero Amalita presenta “Respirar” un’installazione cucita e ricamata a mano in seta che racconta storie che ci connettono con le nostre emozioni e la bellezza più profonda. Come il trascorrere del tempo e ciò che è invisibile. (foto sotto)

Mori Edizioni: C’è un fascino particolare nel non-finito, in quell’equilibrio imperfetto che incuriosisce e invita a osservare più da vicino, così è il Tavolo Lunetta con base troncoconica in cemento e piano in argilla con decoro color cobalto. (foto sopra).
Musa del candore “BIANCA”
Sotto lo sguardo di Bianca, il design diventa essenziale e silenzioso, libero dal rumore del colore. ARIA di Food Design Stories è anche questo…
Giovanna Marzano con They Have Spoken, sculture esplorano la relazione tra materia, movimento e atmosfera. Il processo diventa un dialogo tra mano e argilla, dove ogni forma si sviluppa attraverso la risposta piuttosto che il controllo. Ispirate all’aria, alla nebbia e al respiro, le opere creano atmosfere mutevoli di luce e ombra. (foto sotto)

Saccopaglia Design, presenta il vaso Aria, in ceramica bianca, con una texture che respira. Qui, l’aria soffia tra le pieghe della terra. (foto sopra).
Carta Viva presenta Seconda Trama, vaso ottenuto da polpa di cellulosa e fibre tessili riciclate da scarti di fast fashion. Il processo combina leganti naturali e lavorazione manuale per generare un composito sostenibile. (foto sotto)

Roberta Mantelli presenta l’opera Claire che nasce da una ricerca sul confine tra pieno e vuoto, tra presenza e riflesso, tra estetica e anima. La materia, privata di ogni decorazione superflua, dialoga con lo spazio mostrandone l’essenza. (foto sopra)
Il viaggio nell’ARIA di Food Design Stories continua…






