Durante l’ultimo Fuorisalone, QU ha presentato quattro collezioni di lampade con l’installazione dal titolo GLOW – Light in Transparency
In occasione della Milano Design Week 2026, QU, azienda italiana emergente nel settore dell’illuminazione tecnico-decorativa, si è presentata nel cuore di Brera con quattro collezioni di lampade. Quest’anno l’allestimento era dedicato ad un nuovo capitolo della narrazione della visione di luce del brand.
Elemento funzionale e strumento suggestivo ed emozionale, la luce di QU è stata raccontata attraverso la nuova installazione ospitata tra il giardino, le stanze e la serra del temporary showroom, in un tipico palazzo borghese di Milano col suo giardino “segreto” in via Cernaia 7.
L’installazione, dal titolo GLOW – Light in Transparency è il quinto episodio Fuorisalone frutto della collaborazione tra l’azienda ravennate e l’art director Aldo Parisotto di Parisotto+Formenton Architetti.
Protagonista è stato il vetro, che ha incontrato una gamma di prodotti Qu rinnovando ed arricchendo l’offerta con il prezioso contributo materico delle trasparenze del vetro e di forme nuove per la diffusione della luce.
Il percorso pensato per i visitatori iniziava dal giardino: dal cancello su Via Cernaia un inaspettato scorcio prospettico sul verde invitava alla scoperta e alla pausa dalla frenesia della settimana del design.
Qui un’installazione essenziale e puntuale di elementi totemici in pietra hanno presentato una selezione di prodotti tecnico-decorativi per l’outdoor, mentre il grande deck attorno all’antica magnolia invitava ai momenti di condivisione e convivialità.

In questo suggestiva location, Qu ha messo in evidenza le collezioni di lampade, adatte per le varie situazioni outdoor e indoor.
La nuova lampada Kimado
In questo contesto ha debuttato la nuova lampada Kimado by Philip Adiutori – Studio Màkia, novità pensata per l’outdoor che estende il linguaggio progettuale verso l’esterno.
Realizzata in alluminio tornito dal pieno, Kimado si distingue per una costruzione solida e raffinata, in cui ogni dettaglio è espressione di un’attenta lavorazione meccanica.
Il corpo dell’apparecchio accoglie fino a tre sorgenti luminose, installabili in differenti posizioni, permettendo di modulare effetti, accenti e livelli di illuminamento in funzione del contesto progettuale.

Ogni sorgente, con potenza fino a 6 W, è compatibile con filtro honeycomb per il controllo dell’abbagliamento, garantendo comfort visivo e precisione del fascio luminoso.
La temperatura colore è configurabile da 2000 K a 4000 K, offrendo al progettista la massima libertà espressiva, dalla luce calda e avvolgente a quella più neutra e funzionale.
Luce e marmo: dall’incontro nasce la lampada Agatha
Agatha, progetto di Parisotto + Formenton & partners per QU, nasce dall’incontro tra materia e luce, reinterpretando il marmo non solo come materiale architettonico, ma come vero e proprio mezzo espressivo.
La lampada si distingue per un approccio progettuale che unisce precisione tecnica e sensibilità materica, valorizzando le venature naturali e la profondità della pietra.

La luce, incontrando la superficie, ne amplifica la texture e restituisce un effetto visivo sofisticato, capace di dialogare con lo spazio in modo discreto ma incisivo.
Il progetto coniuga una solida maestria artigianale con prestazioni illuminotecniche integrate, dando vita a un oggetto che si colloca tra design e architettura. Dotata di una sorgente LED da 6W ricaricabile, Agatha è disponibile in diverse temperature di colore (2200K, 2700K, 3000K) per adattarsi a differenti esigenze progettuali.
La collezione di lampade Dress Me
In giardino emergeva, luminoso alla sera come una lanterna, il dehors vetrato, uno spazio ibrido tra l’interno e l’esterno.
Qui un allestimento suggestivo ha messo in relazione, tra riflessi e increspature, le matericità impalpabili e trasparenti di acqua e vetro: un’installazione a grappolo di Dress Me nelle nuove versioni con diffusori in vetro di varia foggia dialoga con una vasca d’acqua per dar vita ad un giardino d’inverno dedicato alla luce.

Dress Me nasce come collezione di sorgenti luminose LED caratterizzata da una forma cilindrica essenziale e da un corpo in alluminio tornito, elemento che ne definisce l’identità tecnica e formale.
Inizialmente concepita come sistema a sospensione, la collezione si è progressivamente evoluta fino a diventare una vera e propria famiglia di prodotto, pensata per garantire continuità progettuale e coerenza estetica tra diverse applicazioni.
Il chandelier Brillo Castello
All’interno la lounge ha accolto gli ospiti come una lobby d’hotel dove protagonista era il grande chandelier Brillo Castello in versione Magnum con i nuovi diffusori in vetro.
Nato dalla collaborazione con Parisotto+Formenton Architetti e presentato nel 2025, si amplia con due nuove interpretazioni: Brillo Castello Magnum e Brillo Castello Wall, che ne estendono il linguaggio progettuale e le possibilità applicative.

Brillo Castello Magnum rappresenta l’evoluzione in scala del progetto: un lampadario a sospensione per interni dalla forte presenza scultorea.
Brillo Castello Wall introduce invece una declinazione da parete, proposta in due varianti: con paralume e senza.
L’evento GLOW – Light in Transparency
L’intero percorso nella location del Fuorisalone è diventato così un breve ma completo excursus della visione di QU – indoor. outdoor. bespoke – coniugando proposte sartoriali e standard, innovazione materica e una flessibilità veramente seamless tra ambiente interno ed esterno.
Le collezioni di lampade proposte negli spazi milanesi hanno espresso la mission aziendale: offrire un’unica proposta di corpi illuminanti in grado di garantire coerenza e continuità progettuale, ovunque vengano applicati.






