Mostra diffusa sul Lago Maggiore Vira Gambarogno, Ascona, Gerra, Magadino, Sant’Abbondio, San Nazzaro

Helidon Xhixha porta sul Lago Maggiore “Sul lago luccica”, una grande mostra diffusa che trasforma il paesaggio in esperienza viva. Un progetto che non si limita a collocare opere nello spazio, ma sceglie di abitarlo, di dialogare con esso e di rifletterlo.

Come osserva il curatore Carlo Pizzichini, «Ci sono luoghi in cui la luce non è soltanto un fenomeno naturale, ma una presenza viva, quasi un linguaggio»: il Lago Maggiore, nella sua porzione ticinese, è uno di questi.

Promossa dallAssociazione Gambarogno Arte, la rassegna si sviluppa lungo le rive del lago, coinvolgendo Vira Gambarogno – sede storica – e ampliandosi ai territori di Ascona, Gerra, Magadino, Sant’Abbondio e San Nazzaro, dando vita a una costellazione di interventi scultorei tra acqua, architettura e natura.

Il progetto si inserisce in continuità con una tradizione culturale radicata, rilanciandola in chiave contemporanea e rendendola nuovamente centrale nel panorama artistico del territorio, anche grazie alla collaborazione tra comuni e istituzioni locali.

Le sculture di Helidon Xhixha, realizzate in acciaio inox lucidato a specchio, non si impongono come oggetti chiusi, ma come superfici vive, capaci di accogliere e riflettere il mondo circostante.

Il paesaggio si deforma, si moltiplica, si trasforma continuamente: il lago si frantuma in bagliori, il cielo scivola sulle superfici, le montagne si dissolvono in vibrazioni luminose.

Queste opere attivano una relazione diretta con l’ambiente, rendendo visibile ciò che spesso resta inosservato: la complessità della luce, la mutevolezza della natura, il dialogo costante tra elementi naturali e presenza umana.

lago maggiore

L’opera non rappresenta il paesaggio, ma lo contiene. Non lo descrive, ma lo restituisce come esperienza dinamica e instabile. Lo spettatore diventa parte integrante della visione, riflesso tra i riflessi del Lago Maggiore, immerso in un processo percettivo che modifica lo sguardo.

In questo senso, le sculture si configurano come veri e propri dispositivi percettivi, capaci di ridefinire il rapporto tra osservatore e realtà.

Tra le opere più emblematiche, Iceberg occupa un ruolo centrale: una scultura galleggiante che vive direttamente sull’acqua, senza basamento né ancoraggio, trasformandosi in una presenza mobile e luminosa.

Di giorno cattura il movimento del lago e amplifica la luce; di notte si fa presenza silenziosa, quasi lunare. La sua natura instabile e sospesa rafforza il senso profondo dell’intero progetto: un equilibrio continuo tra materia e immateriale, tra forma e riflesso.

Un percorso tra i luoghi del Lago Maggiore

La mostra si sviluppa come un itinerario aperto e non lineare. Ogni luogo rappresenta una soglia e un punto di vista.

Vira Gambarogno accoglie il nucleo storico della manifestazione, tra vicoli e piazze (opere presenti: Elliptical –Reflection, La Famiglia e Luce Marina).

Ascona si apre alla luce più distesa (opere presenti: Iceberg, Getto di Luce, Diamond Light).

Magadino raccoglie riflessi nelle acque calme (opere presenti: The Twin Bottles in collaborazione con l’artist-photographer Jack Braglia; Clessidra).

Sant’Abbondio dialoga con la dimensione storica e spirituale (opera presente: Ionic Column) –Gerra frammenta la luce nel respiro del lago (opera presente: Suono d’Acciaio).

San Nazzaro – Vairano incontra la materia della pietra (opera presente: Thought of Light) Le opere vivono in relazione continua con il vento, le nuvole, il tempo e lo sguardo dei visitatori.

lago maggiore

Il percorso invita a una fruizione libera e personale: non esiste un inizio o una fine, ma una costellazione di esperienze che si costruiscono nel tempo, attraversando luoghi, atmosfere e percezioni differenti.

Luce, tempo e percezione

La mostra si svolge tra maggio e ottobre, nel periodo di massima luminosità del Lago Maggiore. La luce — limpida al mattino, intensa a mezzogiorno, dorata al tramonto — diventa parte integrante delle opere, che si trasformano continuamente nel corso della giornata e delle stagioni.

Questa scelta temporale non è casuale: consente alle sculture di esprimere pienamente la loro natura dinamica, registrando ogni variazione atmosferica e luminosa.

Visitare “Sul lago luccica” significa attraversare il tempo: ritornare negli stessi luoghi e scoprire ogni volta immagini diverse, rifrazioni inaspettate, in un’esperienza che non si esaurisce in un unico sguardo.

È un invito alla contemplazione e alla ripetizione, dove ogni visita diventa unica e irripetibile. È un progetto dedicato alla luce, ma soprattutto al riflesso, alla memoria e alla trasformazione. In un’epoca dominata dalla velocità, propone un’esperienza lenta, sensibile e immersiva.

Le sculture invitano a osservare con attenzione, a rallentare, a lasciarsi attraversare dalle immagini. Il luccichio del lago diventa metafora di una realtà in continuo mutamento, dove emerge una forma autentica di bellezza, fragile e in costante evoluzione.

lago maggiore

Una tradizione che si rinnova

Il progetto si inserisce nella storica tradizione delle mostre di scultura all’aperto di Vira Gambarogno, attive dal 1968, ma ne rinnova profondamente il senso.

Se in passato la scultura dialogava con il paesaggio mantenendo una propria autonomia, qui si realizza una vera fusione: il paesaggio entra nell’opera e l’opera trasforma il paesaggio.

Questa nuova visione rilancia un patrimonio culturale condiviso, consolidando il ruolo del territorio come luogo di sperimentazione artistica e di incontro tra linguaggi contemporanei e memoria storica.

L’artista

Helidon Xhixha (1970) è tra i principali scultori contemporanei, noto per le sue monumentali opere in acciaio inossidabile che esplorano il rapporto tra luce, materia e ambiente.

Formatosi tra Milano e Londra, dalla metà degli anni 2000 le sue installazioni sono state presentate in contesti di rilievo internazionale, tra cui la Biennale di Venezia (2015) con l’opera Iceberg, potente riflessione sul cambiamento climatico, e numerosi progetti pubblici tra Europa, Medio Oriente e Stati Uniti.

Tra le opere più iconiche si distingue The Renaissance of the Twin Towers (2007), esposta in diverse capitali culturali come simbolo di memoria e speranza.

Nel 2025 realizza Giubileo di Luce presso l’Abbazia di San Galgano (Siena), dove una monumentale croce in acciaio alta sette metri trasforma lo spazio in un’esperienza immersiva tra arte contemporanea e spiritualità.

Le sue opere, presenti in spazi pubblici e istituzionali in tutto il mondo, ridefiniscono la scultura come esperienza percettiva, in dialogo continuo con il contesto e lo spettatore.

Tanti suggerimenti per il vostro tempo libero.